Il concerto dell’Enrico Rava quintet

27 01 2006

Il 26 gennaio sono andato al concerto di Enrico Rava che si è tenuto al Blue Inn caffè a Bologna. Dopo una breve attesa ecco che il concerto inizia, il buon presentatore comincia a introdurre la serata, e già da lontano si sente la tromba emettere una nota. Rava sembrava impaziente. Il presentatore quindi li annuncia, ed eccoli sul palco. Partono subito alla grande, e là sul palco ci sono tra i cinque jazzisti più bravi d’Europa. Abbiamo Andrea Pozza al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria. Naturalmente Enrico Rava alla tromba. E’ proprio lui che “apre le danze” con un squillo di tromba, e la band non si fa certo attendere. Si mette subito in mostra il giovane Gianluca Petrella, eletto quest’anno miglior jazzista d’Italia, ed Enrico sembra intenzionato a volergli lasciare moltissimo spazio. Per tutto il concerto infatti Petrella sembra quasi destreggiarsi più del veterano, improvvisando assoli e tirando fuori nuovi suoni dalla sua tromba. Senzazionale l’utilizzo di uno “sturalavandini” per dimensionare il suono del suo trombone. Ma Rava anche se gli concede molto spazio, sembra comunque avere una supremazia sul ragazzo (classe’75) e la sua tromba gli va a chiudere tutti gli assoli anche con una semplice nota. Meglio mettere i puntini sulle “i”.
Due ore volano via velocemente e in una sala un pò rumorosa, ma comunque rapita dalla band, arriva la fine del concerto. Senzazionale la chiusura del concerto, con Rava che suona da solo e improvvisa sul coro fatto dagli aspettatori.Ottima la prestazione del contrabbasso, che si esibisce suonando anche da solo una canzone, “travelling night”. Roberto Gatto dimostra essere una ottima presenza nel panorama jazzistico italiano. Molto bravo anche il pianista, forse un pò in ombra, ma col duro lavoro del mediano.
Finito il concerto c’è spazio per due chiacchiere, visto che Rava e tutta la band in genere girano per la sala, scambiando molto volentieri due parole con tutti. Alla fine del concerto ho avuto la possibilità di parlare con il giovane Petrella che mi ha dato due dritte sul mondo della musica e sulla vita in genere. Alla mia domanda, -Gianluca, è un mondo difficile questo?- La sua risposta è stata: -beh se pensi a 360 gradi non sarà mai un mondo difficile. Se invece nella tua vita fai una cosa soltanto beh allora lo è. I primi anni nel mondo della musica sono veramente duri. Poi non è detto.-

Link:

http://www.gianlucapetrella.com/

http://www.enricorava.com/

http://www.jazzitalia.net/




Giovani, i non laureati guadagnano di più.

25 01 2006
ROMA - Guadagnano poco, meno ancora se laureati. Vorrebbero un lavoro sicuro, una paga decente e un minimo di prospettiva. Ma davanti a sé vedono solo nubi scure: criticano la globalizzazione, non credono né all’Europa, né al sindacato considerato troppo “vecchio” e lontano dai mille problemi del lavoro precario. Fra giovani e lavoro le cose non vanno per niente bene.

Intuirlo non era difficile, ma ora l’Ires-Cgil, con il primo studio a campione a livello nazionale, ha messo nero su bianco i numeri della crisi. E il sindacato - preso atto dei fatti - pare intenzionato ad affrontare, nell’imminente congresso, uno dei nodi più stretti: il ricambio generazionale.

Dall’inchiesta Ires (1600 interviste di cui il 65 per cento ad “under” 32) emerge un quadro sconsolante: quasi il 90 per cento dei giovanissimi (17-24 anni) vive con una busta paga pari o inferiore ai 1000 euro; quasi il 60 sotto gli 800. Non va molto meglio nemmeno a chi ha qualche anno in più, visto che a doversela cavare con un tetto massimo di mille euro è anche il 65 per cento dei lavoratori a cavallo dei 30 anni. L’87,3 per cento della generazione più giovane subisce i minori diritti e più bassi salari dei lavoratori a tempo determinato, ma anche nello scalino successivo (25-32 anni) la precarietà colpisce il 53,5 per cento dei lavoratori.

E dal burrone dell’incertezza non si salva nemmeno chi ha studiato. Anzi, fa notare lo studio condotto dal centro presieduto da Agostino Megale, qui la situazione si fa “paradossale”: anche chi non ha finito nemmeno la scuola dell’obbligo guadagna più di un laureato. Visto che in termini di gratifica pesa più l’anzianità della qualifica sotto gli 800 euro convive infatti il 25 per cento dei titolari di licenza elementare, il 14,1 dei diplomati alla scuola media e il 28,2 dei laureati.

Poi - certo - va sempre ricordato che peggio di tutti stanno le donne che, in qualità di femmine anche se studiano di più sono pagate di meno: oltre il 70 per cento delle lavoratrici giovani guadagna meno di mille euro contro il 51,6 degli uomini.

Da tutto ciò - analizza la Cgil - deriva una grande disagio, la pressante domanda di diritti e di stabilità, ma anche il forte dubbio sulla capacità del sindacato di raggiungere tali obiettivi. Alle associazioni i più giovani contestano l’eccessiva burocrazia e il mancato interesse ai problemi del precariato (solo il 13,6 per cento è convinto che le associazioni li rappresentino).

Al sindacato è iscritto solo il 23 per cento dei giovanissimi contro il 73 dei cinquantenni. È una fascia che la Cgil vuole recuperare, anche perché, precisa il leader Epifani “il lavoro resta in queste generazioni un valore centrale”. Ecco perché, proprio per rispondere alla domanda di svecchiamento, al prossimo congresso sarà presentata una tesi fortemente voluta sia dal segretario confederale Nerozzi che da Megale. “Va guidato un rinnovo dei vertici - spiega il presidente dell’Ires - l’obiettivo è di arrivare ad un 50 per cento di under 40enni in tutti i gruppi dirigenziali”.



Donne e uomini

21 01 2006
Il taglio dei capelli, versione femminile:

Donna1: Oh, mio Dio! Ti sei fatta i capelli! Ti stanno un amore!

Donna2: Trovi? Io non ero dello stesso parere quando mi hanno dato lo specchio. Voglio dire, non ti sembrano troppo ricci?

Donna1: Oh santo cielo, no! No, sono perfetti! Anche io volevo farmi un taglio così, ma penso che la mia faccia sia troppo rotonda. Forse è meglio che li lasci così come sono.

Donna2: Dici sul serio? Io trovo che il tuo viso sia adorabile. E potresti farti senza prolemi uno di quei nuovi tagli tanto alla moda, saresti stupenda. Avevo intenzione di farlo anch’io, ma avevo paura che avrebbe messo in evidenza il mio collo.

Donna1: Oh, questa è bella. Mi piacerebbe avere il tuo collo Qualsiasi cosa pur di distogliere l’attenzione da queste spalle enormi.

Donna2: Sei impazzita? Conosco ragazze che darebbero chissà cosa per avere spalle come le tue. Tutti i vestiti ti stanno così bene. Guarda le mie braccia, vedi come sono corte? Se avessi un po’ più di spalle non avrei problemi ad indossare quello che voglio.

Donna1: Oh, non farmi ridere! Ma se praticamente tutti gli uomini cadono ai tuoi piedi. Comunque si è fatto tardi, ti devo salutare, scappo. Ciao!

Donna2: Arrivederci, cara!

Il taglio dei capelli, versione maschile:

Uomo1: Ehi, ti sei rapato?

Uomo2: Sì.

Uomo1: Speso?

Uomo2: Un cazzo, ho usato la macchinetta.

Uomo1: Stai di merda.

Uomo2: Vacagare…..



Match Point - di Woody Allen

17 01 2006

Nel tennis è il match point che segna la fine della partita, e una palla che colpisce il bordo della rete può andare sia di qua che di là..
Chris, un giovane irlandese, bello e di origini modeste, attraverso il tennis agonistico si emancipa dalla povertà, poi lascia il tennis e l’isola natale per andare a Londra, con l’ambizione di raggiungere il successo. Attraverso la sua passione per l’opera e per Dostoevskij conosce gli Hewitt. Questi, nobili e ricchi, lo accolgono generosamente nel loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe si innamora di lui e lo sposa. Per Chris, il giro sembra chiuso, la vita sognata è divenuta realtà ma, un giorno, entra nella sua vita Nola, con cui il suo amico e cognato Tom ha rotto il fidanzamento.
La passione tra i due si scatena e sembra incontenibile, e Nola rimane incinta mentre Chloe sembra non riuscire ad avere il figlio che desidera. La sua vità è arrivata dunque a un bivio, bivio che si tinge di giallo..



Corinne Bailey Rae e la Music Business

5 01 2006

Leggevo un articolo su repubblica che presentava le novità discografiche del 2006. In un trafiletto si presentava una nuova cantante jazz, un misto tra Alicia Keys e Norah Jones a detta dell’autore, e che sembra spopolare negli Stati Uniti. Incuriosito faccio una piccola ricerca internet e trovo il suo sito. Scopro così che questa cantante deve in realtà ancora pubblicare un album ed ha all’attivo solo tre canzoni. Il suo sito personale permette di ascoltare le antreprime. Ascolta allora qualcosina e scopro che sicuramente non è il mio genere. Insomma si è proprio la classica musichina mista jazz-pop (più vicina all’ultima direi) che fa tanto sognare e che in questo periodo va tanto. Sempre incuriosito sul clamore che questa cantante sembra provocare, anche se come lei ce ne possono essere tante, vado a vedere la sua gallery. E scopro che anche lei “stranamente” è carina. Intanto la sua canzone continua ad andare in loop mentre scrivo il pezzo e posso dire che già mi sta entrando in testa.Insomma il vero prodotto della music business. Aspetteremo il suo CD e vedremo se lo avremo anche noi nella nostra collezione. Nel frattempo riflettiamo sulla musica che ascoltiamo o che meglio dire ci fanno ascoltare. Certo se una cantante come lei può servire ad avvicinare la gente al jazz, beh allora ben venga.