Il business scavalca il sesso, ora è il più cercato sul web

SYDNEY – Prima il dovere, poi il piacere. Gli utenti on-line devono aver imparato la lezione. E il sesso ha perso lo scettro. Secondo una ricerca dell’università di tecnologia del Queensland, infatti, l’appeal dei navigatori è molto più attratto da “business, affari e commercio” piuttosto che da “sesso, pornografia ed erotismo”. Ironia della sorte, il merito non va ai menager globalizzati ma a “mamme, papà e nonni” che hanno preso il pieno possesso della rete.

Effettivamente, gli anni trascorrono per tutti. E ne è passata di acqua sotto i ponti dagli anni Novanta, e anche internet, secondo la ricerca, ha ampiamente superato la sua fase “giovanile”. Gli utenti sono aumentati e gli interessi sono mutati piuttosto radicalemente. E se quindici anni fa gli argomenti legati al sesso toccavano punte del 17%, oggi, a stento si raggiunge il 4, ad essere precisi, un casto 3,8%. Niente in confronto al 30%, picco a cui sono balzati i siti legati al mondo degli affari.

Lo studio, guidato dalla professoressa Amanda Spinks con la collaborazione dell’università americana della Pennsylvania, ha analizzato circa 30 milioni di “sessioni” effettuate su diversi motori di ricerca, concentrandosi sulle ricerche dei cittadini sparpagliati tra Stati Uniti, Europa e Australia.

Dati alla mano, possono dunque tirare un sospiro di sollievo i tanti “guardiani della morale”, da anni turbati che l’accessibilità e la disponibilità di materiale on-line aprisse i battenti della perdizione. Ora, stabilisce la ricerca, le voci della lussuria sono state soppiantate da quelle della carriera. E hanno anche perso il podio. Dopo affari e commercio nell’ordine si sono infatti classificati: persone, viaggi, luoghi, computer e internet, salute, istruzione e intrattenimento.

Secondo Spinks, sono molteplici le ragioni che spiegano questo andamento. Su tutte l’enorme aumento di persone in cerca di informazioni utili e di conseguenza l’esplosione dell’offerta. “Si è moltiplicato il numero di donne che cercano in rete. Negli anni ’90 erano per lo più maschi e giovani, ma ora la demografia del web è cambiata: a navigare in internet vi sono mamme, papà e nonni, uomini d’affari e professionisti di ogni ramo, un campione rappresentativo della popolazione generale”.

From: www.repubblica.it