La società del cotton fioc

“Prima dell’uomo la Terra non aveva mai conosciuto un animale in grado di produrre
oggetti che altri organismi non riuscivano a decomporre. Ma non tutti gli uomini sono uguali:
se ogni italiano produce oltre 1 kg di rifiuti al giorno, uno statunitense ne produce circa 4 kg
e un abitante dell’Africa centrale meno di 1/2 kg.
Nessun luogo al mondo è immune dall’immondizia. Per esempio nelle isolette del territorio
di Pitcairn, alcune deserte altre con qualche decina di abitanti, in mezzo all’oceano Pacifico,
sono stati trovati — in un’area di 4 km2 — quasi mille oggetti, fra cui accendisigari, zerbini,
pneumatici, bottiglie…
Ho condotto artigianalmente un’analoga ricerca sulla spiaggia di Sabaudia (LT) prendendo in
esame solo un fazzoletto di sabbia prima della stagione estiva e della canonica ripulitura stagionale.
Ho trovato di tutto (ad esempio bottiglie di plastica e di vetro, contenitori in polistirolo,
pannolini, buste di plastica, etc). Dove la spiaggia si trasforma in duna si riesce a osservare
che la sabbia è letteralmente crivellata di decine, se non centinaia, di cotton fioc accumulati
da vecchie mareggiate. Il cotton fioc è il simbolo di una società usa e getta che non sa riciclare
e che inquina: esistono in commercio analoghi bastoncini in amido di mais completamente
solubili in acqua che restano invenduti, mentre si continua a gettare quelli di plastica
negli scarichi che poi finiscono in mare e nessuno si preoccupa di recuperarli. Un cotton fioc
resiste al sole, al mare e al vento ed è tremendamente inquinante. Tutto questo per eliminare
un po’ di cerume, siamo sicuri che non ci siano altri metodi?

Il riciclaggio è la via maestra per inquinare meno e non sprecare materie prime ed energia,
ma l’opzione più intelligente è una minore produzione di rifiuti all’origine, soprattutto una
riduzione degli imballaggi che costituiscono il 60% in volume di tutti i rifiuti solidi urbani.

È una società sana quella in cui l’involucro è arrivato a costare più del contenuto?
Ridurre i rifiuti significa anche comportarci – in ogni occasione – come se ci trovassimo su
un’isola deserta in cui potremmo avere bisogno di qualsiasi cosa, nella quale buttare qualcosa
vuol dire non poterne più disporre per sempre, mentre riciclare ha il senso anche culturale
di trasformare in risorsa uno scarto”.