Allenamento di Materazzi

13 09 2006



Il business scavalca il sesso, ora è il più cercato sul web

12 09 2006
SYDNEY - Prima il dovere, poi il piacere. Gli utenti on-line devono aver imparato la lezione. E il sesso ha perso lo scettro. Secondo una ricerca dell’università di tecnologia del Queensland, infatti, l’appeal dei navigatori è molto più attratto da “business, affari e commercio” piuttosto che da “sesso, pornografia ed erotismo”. Ironia della sorte, il merito non va ai menager globalizzati ma a “mamme, papà e nonni” che hanno preso il pieno possesso della rete.

Effettivamente, gli anni trascorrono per tutti. E ne è passata di acqua sotto i ponti dagli anni Novanta, e anche internet, secondo la ricerca, ha ampiamente superato la sua fase “giovanile”. Gli utenti sono aumentati e gli interessi sono mutati piuttosto radicalemente. E se quindici anni fa gli argomenti legati al sesso toccavano punte del 17%, oggi, a stento si raggiunge il 4, ad essere precisi, un casto 3,8%. Niente in confronto al 30%, picco a cui sono balzati i siti legati al mondo degli affari.

Lo studio, guidato dalla professoressa Amanda Spinks con la collaborazione dell’università americana della Pennsylvania, ha analizzato circa 30 milioni di “sessioni” effettuate su diversi motori di ricerca, concentrandosi sulle ricerche dei cittadini sparpagliati tra Stati Uniti, Europa e Australia.

Dati alla mano, possono dunque tirare un sospiro di sollievo i tanti “guardiani della morale”, da anni turbati che l’accessibilità e la disponibilità di materiale on-line aprisse i battenti della perdizione. Ora, stabilisce la ricerca, le voci della lussuria sono state soppiantate da quelle della carriera. E hanno anche perso il podio. Dopo affari e commercio nell’ordine si sono infatti classificati: persone, viaggi, luoghi, computer e internet, salute, istruzione e intrattenimento.

Secondo Spinks, sono molteplici le ragioni che spiegano questo andamento. Su tutte l’enorme aumento di persone in cerca di informazioni utili e di conseguenza l’esplosione dell’offerta. “Si è moltiplicato il numero di donne che cercano in rete. Negli anni ‘90 erano per lo più maschi e giovani, ma ora la demografia del web è cambiata: a navigare in internet vi sono mamme, papà e nonni, uomini d’affari e professionisti di ogni ramo, un campione rappresentativo della popolazione generale”.

From: www.repubblica.it



The dark side of google

9 09 2006

E’ il numero uno, non ha concorrenti, ai suoi dipendenti concede il venti per cento del tempo lavorativo per sviluppare quello vogliono. Google è questo, ma non solo. Negli ultimi anni, attraverso il suo complesso sistema di reclutamento, rigorosamente online, sta attirando a sé i migliori programmatori di tutto il mondo.

Già, perché se Google è diventato quello che tutti conosciamo è anche grazie a loro. Che lo hanno inneggiato, ammirato, contemplato quasi. Che si sono compiaciuti quando Larry Page, il cofondatore insieme a Sergey Brin della Google Inc., ha confessato che il primo logo del più famoso motore di ricerca era stato fatto grazie a Gimp, ovvero la versione open source del commercialissimo Photoshop.

Ma non è più così. I tempi cambiano. E forse, fra qualche anno, ci si accorgerà della parabola discendente che Google, proprio lui, l’innovativo e sempre più indispensabile Google, sta percorrendo. Almeno questo è quanto pensa la comunità hacker riunita sotto la sigla di Ippolita che, in occasione del 9° Hackmeeting italiano, ha presentato in anteprima la sua ultima fatica: il libro “The dark side of Google” in uscita per Feltrinelli alla fine dell’anno.



Goodbye ‘Mr. Crocodile hunter’

5 09 2006

SYDNEY - E’ morto a 44 anni Steve Irwin, meglio noto come ‘Crocodile Hunter’. Australiano, volto noto della tv per i suoi tanti documentari sui grandi rettili, il più celebre ‘Mr. Crocodile’ del mondo è stato ucciso dalla puntura di una pastinaca comune, una sorta di razza, mentre girava riprese subacquee per un documentario nella Grande barriera corallina, al largo di Port Douglas, nel nordest dell’Australia. Secondo fonti del servizio ambulanze Irwin è morto per arresto cardiaco quando un barbiglio dell’animale lo ha trafitto nel torace. Un elicottero è accorso sul posto con paramedici a bordo che hanno cercato di rianimarlo, ma era troppo tardi.

La sua serie di quasi 50 documentari ‘Crocodile Hunter’ era iniziata nel 1992 e da allora è stato mostrata attorno al mondo dalla rete via cavo Discovery. Grazie ai suoi programmi tv, Irwin, era fra gli australiani più conosciuto all’estero, specie negli Stati Uniti, ma anche in Italia. E’ stato protagonista di film e gestiva uno zoo privato a nord di Brisbane, divenuto una delle maggiori attrazioni turistiche della regione.


“Era l’australiano che tutti vorremo essere, era e resta l’ultimo guerriero della natura”, ha detto l’attore Russel Crowe, suo amico e connazionale.