Servirebbe un pianeta nuovo entro il 2050

AAA cercasi pianeta libero. Il wwf ha pubblicato il suo rapporto sull’andamento dei consumi mondiali e, se tutto continuasse come oggi, nel 2050 saremo a corto di risorse.

Consumiamo le risorse più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di quanto la Terra sia capace di “metabolizzare” i nostri scarti – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia. Parlavamo pochi giorni fa dell’impronta ecologica mondiale quando dicevamo che dal 9 ottobre siamo in debito ecologico.

Nel “Living Planet Report 2006” sono stati analizzati lo stato naturale del pianeta ed il ritmo attuale di consumo delle risorse (quali il terreno fertile, l’acqua, le risorse forestali e le specie animali comprese le risorse ittiche).

L’analisi dei dati per il rapporto è durata due anni. Il primo indicatore, l’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) si basa sui trend di oltre 3.600 distinte popolazioni di 1.300 specie di vertebrati in tutto il mondo. In tutto sono stati analizzate 695 specie terrestri, 344 di acqua dolce e 274 specie marine. Negli oltre trent’anni presi in considerazione le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%.

Il secondo indice, l’Impronta Ecologica, misura la domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell’umanità. L’impatto umano sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003. La nostra impronta ha superato (nel 2003) del 25% la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali. Nel 2001 consumavamo 21%.

Il WWF crede che sia vitale per il pianeta che la Cina e gli altri paesi di nuova industrializzazione (che globalmente raggiungono oltre il miliardo di abitanti e che stanno raggiungendo un livello di consumo paragonabile ai paesi dell’area OCSE) non segua i modelli di sviluppo dell’Occidente, ma persegua il proprio sviluppo in una chiave di sostenibilità.