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May 13
Posted by GP in Italian, Language, Me, Technology | No Comments
Non voglio sembrare quello che difende Veronesi, onestamente non me ne frega molto di lui lì. Però quello che voglio dire è che non c’è uno studio completamente accettato dalla comunità scientifica che possa mettere in correlazione diretta un inceneritore a recupero energetico (termovalorizzatore è un termine sbagliato) con l’incidenza dei tumori degli abitanti nella zona circostante. Anche le onde elettromagnetiche si sa che provocano un tumore ma non essendoci una correlazione diretta in nessuno studio oltre al biglietto di attenzione danger dentro la scatola del cellulare non si fa nulla. Domenica a Report dicevano che anche le vernici non naturali comprese quelle con cui sono verniciati i mobili (l’IKEA è avanti, non dipinge i mobili
) possono provocare un tumore. E allora a che gioco giochiamo?
Beppe grillo si batte contro Veronesi e gli inceneritori perché semplicemente è una battaglia comoda per lui. Perché Beppe Grillo non ha mai menzionato il problema cellulari/onde elettromagnetiche? Semplicemente perché pochi lo seguirebbero, forse nessuno. E perché non si batte contro le filiere alimentari? La frutta/verdura fuori stagione, secondo alcuni dagli effetti dannosi? Le banane che mangiamo tutti i giorni vengono dall’Africa, vengono raccolte acerbe, portate in Italia in navi che inquinano e fatte maturare nelle stive con gas, ma di questo nessuno fa cenno, anzi la banana la vogliamo tutto l’anno, non troppo matura ma neanche verde. Una banana maturata con gas non è dannosa? Ha cmq inquinato il mondo, perché fatto km e consumato carburante. Grillo non ha mai parlato di questo.
Perché invece di perdere tempo ad accanirsi contro Veronesi non si batte per una legge che limiti al minimo o che in alcuni casi vieti (come si fa a comprare la frutta impacchettata e tagliata?!?) l’impacchettamento, le scatole, la plastica per avvolgere, etc? Il 40% dei rifiuti sono imballaggi. Risolviamo i problemi a monte e non a valle. Se non produciamo rifiuti non avremo bisogno di inceneritori.
E’ giusto condurre battaglie ma attenzione a non cadere nella ipocrisia lottando solo contro ciò che ci fa comodo.
Spero di aver chiarito la mia posizione su Beppe Grillo.
Sono arrivato ad un punto che sono stanco delle parole della politica, perfino di quelle di Grillo. Sono un Ingegnere, io voglio fatti, non parole. Ad oggi Grillo ha fatto solo quest’ultime. Si fa presto a dire che il meno peggio non va bene, belle parole, però prendo molto sul serio il mio voto, e se andasse al governo il “peggio” per il mio voto o delle persone cui non sono riuscito a far ragionare, non me lo potrei perdonare.
Odio i comunisti e i sindacati perchè sono una delle rovine dell’Italia, non sono un’estremista di destra perchè l’integrazione e il rispetto delle diversità (se pur regolamentata) è la civiltà con la C maiuscola, e non posso dare il mio voto ad un nano mafioso che a 72 anni non ha nulla ma proprio nulla, ma proprio nullla, da dare ad un paese disastrato come l’Italia. Il meno peggio per me è proprio il PD. purtroppo. Speravo onestamente che con la creazione del PD si sarebbero visti volti nuovi, ma nulla. Ho votato alle primarie Letta economista di tutto rispetto (42 anni), ma nulla. L’unica cosa che questo partito può dare è la nascita di un partito unico che anche se non a questa elezione, segnerà l’inizio di un nuovo modo di fare politica. Non hanno inventato nulla, però penso sia l’inizio si un lungo processo di adeguamento all’Europa e agli states. Vi posso dire che non vedremo rivoluzioni se il PD andrà al governo, ma la vittoria del PD significa la morta dei partitini e spero l’ultima elezione di Berlusconi. Alle prossime avremo Fini che è rimasto nel buio proprio per non bruciarsi e perchè tanto sa che tra un paio di anni il nano verrà internato in clinica. però non sentirò la erre moscia di Bertinotti. Non sentirò gente come Boselli, l’ipocrita di Casini che mette in primo piano la famiglia e infatti lui è al terzo matrimonio, il partito mano in pasta napoletano di De Mita / Mastella. Con due partiti unici (oggi il PDL non lo è) questa gente non la vedremo più. Il processo è iniziato. poi ci sarà da mandare a casa la moglie di Fassino, Big Jim Rutelli, quei pazzi di Calderoli, Bossi. Però il processo politico che io speravo sarà iniziato.
Voto Veltroni perchè quando avevamo bisogno di gente come grillo, questo ha pensato di continuare a fare parole e scrivere sui blog. Non farò scheda nulla perchè è una forma di protesta inutile e priva di coraggio. Perchè oltre a leggere sui libri di storia che c’è stato il più grande caso di schede nulle in Italia, non serve a nulla perchè ci prende più voti andrà cmq al governo.
Voto il meno peggio perchè il peggio mi fa veramente paura.
Mar 13
Posted by GP in Business, Italian, Language | No Comments
Emma Mercegaglia è stata eletta presidente di confindustria. La prima donna nella storia del nostro paese. Che qualcosa stia cambiando in Italia? Il plebescito (95% dei voti) mi fa pensare di no.
Jan 28
Posted by GP in Business, Italian, Technology, Web | No Comments
Roma – Ma Google è davvero l’azienda più moderna e innovativa del mondo? È davvero un modello da imitare a tutti i costi, un esempio mirabile della nuova generazione di imprese IT? Se lo è chiesto Nicholas G. Carr, noto esperto delle cose di rete, fornendo una risposta per certi versi inaspettata: Google non ha sviluppato alcun modello di business particolarmente innovativo, piuttosto fa cose nuove alla vecchia maniera.
Nella sua analisi, Carr individua tre pilastri del successo di Google. Primo: aver sviluppato un algoritmo efficace per la classificazione del web, in grado di descrivere in modo appropriato la rilevanza e l’autorevolezza di un sito e tradurre questi valori in una ricerca affidabile. Secondo, aver trovato un modo di far fruttare economicamente questa capacità: AdSense è un prodotto molto profittevole (garantisce il 99 per cento degli introiti di BigG), e non pare risentire in alcun modo del trascorrere del tempo.
Terzo, ma non meno importante, l’approccio di Searchzilla alla infrastruttura hardware. Google ha realizzato, o sta realizzando, data center poderosi sparsi per tutto il globo: la sua tecnologia di parallelizzazione dei task è tra le migliori al mondo, la velocità di risposta dei tool è quasi istantanea. In questo senso, sostiene Carr, Google è molto più avanti della concorrenza – vale a dire di Yahoo e Microsoft.
A parte queste tre conquiste, Garr non vede particolari successi made in Mountain View: fatta eccezione per Google Maps, nessuno degli strumenti offerti dall’azienda ha mai cambiato drasticamente la prospettiva della rete. La strategia di BigG, piuttosto, è di realizzare un gran numero di strumenti gratuiti per aumentare il traffico dei navigatori sui propri server: il costo di sviluppo e implementazione del tool è pressoché ininfluente rispetto al potenziale guadagno legato agli spazi pubblicitari, a prescindere dal successo che otterrà presso il pubblico.
Ma si tratta di una pratica che funziona solo per Google, spiega Carr: qualunque altra azienda si dovrebbe guardare bene dal lanciare decine di servizi senza futuro, tutti destinati a finire nel dimenticatoio oppure ad essere soppiantati da soluzioni più efficienti. BigG può farlo perché guadagna alla grande con la pubblicità, perché è quella la sua fonte principale di introiti. Altre startup IT finirebbero presto in bancarotta.
Quelli di Searchzilla, invece, fanno le cose con criterio: evitano di far lievitare le spese oltre il ragionevole, un errore comune nelle aziende più sprovvedute, reclutano i migliori cervelli sulla piazza e gli offrono le migliori condizioni di lavoro possibili, ivi compresa la libertà di fare quello che gli pare (entro certi limiti) anche durante l’orario di ufficio.
Insomma, Google segue e sta seguendo un iter noto e consolidato: una idea intelligente, un modo intelligente di guadagnarci, un po’ di sana competizione interna e buoni investimenti nella ricerca. Le altre aziende possono pure guardare a BigG per ispirarsi, ma le regole per ottenere successo – conclude Garr – non sono cambiate: permettere al talento di esprimersi, crescere senza fretta e pronti a correggere in corsa, evitare spese folli e ingiustificate. Se il mondo è cambiato, non significa che sia cambiato anche il mondo degli affari.
Luca Annunziata
Epicuro ritiene che il sommo bene sia il piacere (edonè). È necessario comprendere a fondo questo termine; Epicuro distingue due fondamentali tipologie di piacere:
Per piacere cinetico si intende il piacere transeunte, che dura per un istante e lascia poi l’uomo più insoddisfatto di prima. Sono piaceri cinetici quelli legati al corpo, alla soddisfazione dei sensi.
Il piacere catastematico è invece durevole, e consta della capacità di sapersi accontentare della propria vita, di godersi ogni momento come se fosse l’ultimo, senza preoccupazioni per l’avvenire.
Nov 15
Posted by GP in Business, Italian, Life Style | 1 Comment
Oct 1
Posted by GP in Italian, Life Style | No Comments
E’ in corso a Lisbona la riunione informale dei ministri europei della Giustizia e dell’Interno. Per decisione della presidenza portoghese, al pranzo di lavoro le lingue tradotte saranno solo inglese, francese, tedesco, portoghese e sloveno. A quanto ci risulta, il ministro Mastella, che non padroneggia adeguatamente nessuna di queste lingue, si è giustamente lamentato per la mancanza dell’italiano senza tuttavia creare un caso diplomatico.
La questione è: meglio far parte di un Paese, come la Germania, talmente forte in Europa che nessuno si permette di escluderne la lingua nelle riunioni di qualsiasi livello; oppure meglio far parte di un Paese i cui ministri siano in grado di capire e di esprimersi correttamente almeno in inglese o in francese?
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