
300.000 firme! La politica deve capire che non può continuare così!
La frase più bella:- Come può uno di settant’anni disegnare il futuro?!? Come può disegnare i prossimi trent’anni? Fra trent’anni lui è morto!-

300.000 firme! La politica deve capire che non può continuare così!
La frase più bella:- Come può uno di settant’anni disegnare il futuro?!? Come può disegnare i prossimi trent’anni? Fra trent’anni lui è morto!-
Si è conclusa oggi la lunga rincorsa di Toyota alla General Motors per la leadership mondiale nella produzione di auto: la casa automobilistica giapponese nel trimestre gennaio-marzo 2007 ha superato per la prima volta il colosso statunitense con 2.348.000 vetture vendute contro le 2.260.000 di GM, diventando così il primo produttore a livello internazionale. Il sorpasso fatto da Toyota ai danni di General Motors è legato soprattutto al successo dei veicoli con maggiore efficienza energetica (su tutti Yaris in Europa e Corolla negli Stati Uniti), un settore in cui la casa giapponese vanta una tipologia di prodotti di assoluta eccellenza. Oltre a questo, Toyota ha beneficiato dell’apertura di una nuova fabbrica negli Stati Uniti, a San Antonio, con questo migliorando la sua performance sul mercato nordamericano, tradizionale bacino di clientela della rivale.
Una delle chiavi del successo planetario della casa automobilistica nipponica, insieme alle innovative tecnologie di risparmio energetico, è la celebre filosofia della produzione snella: basato su individuazione degli sprechi, assenza di magazzino e rapida evasione degli ordini, il modello Toyota ha permesso ai suoi ideatori di raddoppiare in 25 anni la produttività rispetto ai diretti concorrenti.
Dec 11
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“La quasi totalità dei pannelli solari in commercio è costituta da pannelli in silicio che restituiscono il 15% circa dell’energia solare che ricevono”, spiega Thomas Brown, scienziato anglo-italiano che assieme a Aldo Di Carlo, Andrea Reale e Franco Giannini dirige il Polo per il Fotovoltaico Organico del Lazio presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università di Roma Tor Vergata. “Quindi per soddisfare le esigenze di un utente medio occorre installare pannelli su aree molto estese. Ma il vero problema sono i costi di fabbricazione e di produzione che ne rendono problematica la diffusione in assenza di incentivi statali. Senza dimenticare che il prezzo del silicio ad alta purezza non è destinato a scendere considerando la scarsità dell’offerta”.
Ma c’è appunto un alternativa, una strada che la comunità scientifica sta indagando dai primi anni ’90 per ridurre i costi tanto della produzione che dell’istallazione. Una tecnologia capace di produrre pannelli solari utilizzando come supporto due strati di plastica o di vetro che al loro interno contengono una pellicola sottile di materiale organico semiconduttore. Con un costo stimabile meno della metà di un pannello al silicio.
Di celle del genere ne esistono di due tipi: quelle ibride (organico/inorganico) e quelle totalmente organiche. Alla base viene utilizzato un processo molto simile alla fotosintesi clorofilliana, con una miscela di materiali in cui il pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricità.
Il problema, almeno per ora, è l’efficienza e la durata. “Le celle solari completamente organiche raggiungono una efficienza massima del 4% in laboratorio”, spiega Brown. “Quelle ibride invece sono più vicine a una maturazione tecnologica e quindi allo sfruttamento commerciale perché durano di più e l’efficienza è del 10% circa. Tanto che aziende come la Konarka Technologies, DyeSol, Aisin Seki, Hitachi, e Sharp, stanno investendo grosse risorse nello sviluppo di questo settore”.
Stando alle previsioni nel giro di qualche anno l’efficienza verrà ulteriormente migliorata, compresa quella delle celle completamente organiche, anche perché i vantaggi sono davvero tanti rispetto ai pannelli solari di oggi. “Basta pensare alle applicazioni”, conferma Brown. “Essendo arrotolabili e facili da portare diventeranno ad esempio una risorsa preziosa in caso di disastri naturali. Ed è solo uno dei tanti impieghi possibili”.
Insomma il futuro per quel che riguarda l’energia pulita è nell’organico e per una volta l’Italia non rimarrà indietro. La prima applicazione pratica? Sull’isola di Ventotene nel 2008 quando verranno istallati i primi pannelli basati su questa nuova tecnologia.

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Nov 12
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Al Mobile WiMax Summit 2006 terminato ieri, Samsung, uno dei primi produttori a salire sul treno degli Ultra Mobile Pc (i mini computer che sfruttano l’architettura Origami sviluppata da Microsoft e Intel), ha giocato da padrona di casa e non si è fatta sfuggire l’occasione per presentare in anteprima mondiale una grande novità nel campo dei dispostivi mobili. SPH-P9000 Deluxe MITs è il nome di battesimo di un rivoluzionario apparecchio che esteticamente si presenta come un mini computer portatile o un palmare di grandi dimensioni. La prima innovazione che balza all’occhio è infatti a livello di design: alla doppia tastiera Qwerty che si apre a portafoglio si aggiunge un display Lcd da 5 pollici ad alta risoluzione che va a collocarsi sopra di essa. Chiudendo le tre parti si ottiene un “pacchetto” grande quanto un lettore Dvd portatile (143 × 94.3 × 29.75 millimetri le dimensioni dichiarate) con un peso di poco più di 500 grammi.
Senza parole:

Consumiamo le risorse più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di quanto la Terra sia capace di “metabolizzare” i nostri scarti – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia. Parlavamo pochi giorni fa dell’impronta ecologica mondiale quando dicevamo che dal 9 ottobre siamo in debito ecologico.
Nel “Living Planet Report 2006” sono stati analizzati lo stato naturale del pianeta ed il ritmo attuale di consumo delle risorse (quali il terreno fertile, l’acqua, le risorse forestali e le specie animali comprese le risorse ittiche).
L’analisi dei dati per il rapporto è durata due anni. Il primo indicatore, l’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) si basa sui trend di oltre 3.600 distinte popolazioni di 1.300 specie di vertebrati in tutto il mondo. In tutto sono stati analizzate 695 specie terrestri, 344 di acqua dolce e 274 specie marine. Negli oltre trent’anni presi in considerazione le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%.
Il secondo indice, l’Impronta Ecologica, misura la domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell’umanità. L’impatto umano sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003. La nostra impronta ha superato (nel 2003) del 25% la capacità bioproduttiva dei sistemi naturali. Nel 2001 consumavamo 21%.
Il WWF crede che sia vitale per il pianeta che la Cina e gli altri paesi di nuova industrializzazione (che globalmente raggiungono oltre il miliardo di abitanti e che stanno raggiungendo un livello di consumo paragonabile ai paesi dell’area OCSE) non segua i modelli di sviluppo dell’Occidente, ma persegua il proprio sviluppo in una chiave di sostenibilità.
Siviglia è
una città fantastica e in poco tempo vi sentirete accolti.
Per mangiare occorre buttarsi naturalmente sulle tapas, ma anche qua
bisogna stare attenti ai bar “troppo turistici”, la cui
poca qualità è colmata da alti prezzi. Da consigliare
il las teresas in c/ Santa Teresa 2 e la Bodega
Santa Cruz in c/ Rodrigo Caro proprio vicino alla piazza
principale della città. Poco più in là in Calle
San Eloy troverete il Patio San Eloy un po’ troppo fast food
ma senza dubbio molto caratteristica e con prezzi contenuti che vi
servirà svariati “bocadillos” (panini)
accompagnati dalle immancabili patatine. Da visitare assolutamente a
Real Alcazar de Sevilla dove vi faranno un enorme sconto
mostrando un “qualsiasi” tesserino universitario.
Immancabile sarà anche la visita alla Plaza de Espana.
Per dormire è da consigliare l’Hotel Londres
(C/. San Pedro Martir, 1, www.londreshotel.com),
un hotel a tre piani, dotato di tutti confort, senza carattere ma
con i prezzi da Hostal e molto i gestori molto gentili. Se avete
tempo, perdetevi per le viuzze del quartiere Santa Cruz.
Jerez de la
frontera. Abbiamo visto poco di questa città, anzi quasi
nulla ad eccezione della Reale Escuela Equestre, “la
scuderia” di sua maestà dove determinati giorni della
settimana potrete vedere i famosi cavalli spagnoli danzare a ritmo
di musica (obbligatoria la prenotazione). Negli altri giorni potrete
invece ammirare (ad un prezzo più ridotto) gli allenamenti e
visitare le scuderie. In realtà vi è concesso molto
poca libertà e non potrete filmare o fotografare gli
allenamenti. Che ci fate entrare a fare? Obbligatoria la visita ad
una qualsiasi “bodega di jerez”, il famoso vino della
zona. Personalmente abbiamo visitato quella di Gonzales Byass
(Tio Pepe) anche se a mio parere una vale l’altra. Un consiglio ad
eccezione di pochi vini che non troverete nei supermercati, non è
molto conveniente comprare negli spacci interni, potrete infatti
trovarli in giro ad un prezzo molto più basso.
El Puerto de Santa Maria è una cittadina molto viva d’estate e
popolata soprattuto da turisti spagnoli e da pochi europei che
preferiscono invece andare nella vicina Cadiz. L’Hostal Manolo
è un’ottima soluzione visto che si paga a luglio 34€ a
notte per una doppia ma soprattuto per la cordialità del
proprietario che in pochi minuti diventerà il vostro mito.
Impossibile non andare a mangiare da Romerijo
(www.romerijo.com).
Trattasi di due ristoranti che vi cucinano dell’ottimo pesce sia
bollito che fritto. Andate al bancone, prendete il vostro numero
ordinate i vostri gamberetti, aragoste o granchi, e andate a
mangiare nei tavolini del ristorante. I camerieri del ristorante
servono praticamente solo per portarvi da bere, per sparecchiare o
per i più pigri che non hanno voglia di scegliersi il proprio
pesce ma vogliono sfogliare il menù (pagando qualcosa in
più).
Canos de Meca e
Palya del palmar. Per dormire non ho nulla da consigliare anche
perché ci sono molti hostal/ristoranti nei paraggi. Giusto
per darvi un nome (www.elcapi.com),
non cordialissimi, ma non vi mancherà nulla. Indispensabile
l’auto. Ottima soluzione sembra assere anche il campeggio. La
spiaggia de el palamar è una spiaggia molto viva e
lunghissima dove potrete fare surf (l’unica della costa) e dedicarvi
alle solite attività da spiaggia, anche riposandovi. Canos de
Meca è una spiaggia invece che vive del fatto che un tempo
era popolata da hippy. Oggi sembra invece una spiaggia dove le
famiglie vanno là perché è la più
vicina, mentre molti ragazzi vanno là per sentirsi hippy. La
cosa straordinaria di questa spiaggia sono i rivoli d’acqua che
scendono dalla scogliera a picco sul mare. Questi rivoli formano del
fango sulla roccia che potrete utilizzare per spalmarlo sulla vostra
pelle. La vostra pelle sarà incredibilmente liscia alla fine.
Molti cartelli invitano a fare attenzione alla propria roba. Si vede
che alla fine hanno poco di hippy. Alcune zone di questa spiaggia
sono praticamente esclusiva per i nudisti. Quindi attenzione
pudici…
Vejer de la
Frontera è una città molto bella ma allo stesso
tempo molto piccola. E’ visitabile in un pomeriggio. Alcune case
danno la possibilità di entrare nei patio, dove entrando
vedrete famiglie mangiare o dedicarsi alle normali attività
domestiche. Noncuranti tirate dritto magari salutando. Questi patio
spesso sono dei capolavori. Alcune di queste case hanno a volte
delle vere e proprie torri. Per un’ottima cena con cibo di qualità
vi consiglio la Mason du Pepe Julian in C/ Juan
Relinque 7, ristorantino molto tranquillo che offre normali piatti
della cucina spagnola e ottime tapas. Ottima anche la tortilla ma
soprattuto la carne, cosa quasi rara sulla costa de la luz.
Tarifa è
una città che si è ormai concessa completamente ai
turisti anche se è riuscita a conservare la sua dignità.
Patria del windsurf e del kitesurf, Tarifa è la città
più ventosa d’europa. Per dormire abbiamo alloggiato
all’Hostal Africa in C/. Maria Antonia Toledo, 12,
(Tel. 956680220, hostal_africa@hotmail.com),
buona soluzione che però potrebbe raddoppiare i prezzi (come
tutti gli altri) nel mese di agosto. Dal punto di vista turistico
questa cittadina non ha molto da offrire a meno che non vogliate
fare surf o windsurf o semplicemente shopping nei negozi di queste
attività che pullulano numerevoli nella via principale Calle
Batalla del Salado. Molto più interessante ma senza troppo
pretese la vita notturna nelle strette vie del centro storico. Una
delle attività principali di questa cittadina è il
“whale watching”, l’avvistamento cioè di balene e
delfini. Il prezzo non è eccessivo, ed è compreso un
piccolo corso. Per i routard o semplicemente per chi vuole mangiare
un panino a qualsiasi ora del giorno senza spendere molto, in calle
El bravo, la via principale del centro storico c’è un
piccolissimo panificio che fa panini “su misura”. Occhio
allo scontrino da queste parti, soprattutto se si mangia tapas,
sembra che i prezzi nei menù non sempre coincidano con quelli
dello scontrino da queste parti, o che i gestori non sappiano fare
bene i conti, soprattutto se siete turisti. Questa cittadina non ci
ha colpito tantissimo, ma può essere un buon punto di
passaggio se state per imbarcarvi per l’Africa, visibile ad occhio
nudo dal molo, dista infatti solo 12 km in linea d’aria!
A
proposito dei taxi a siviglia volevo mettere in guardia sul fatto che
nonostante ci sia una tariffa fissa per il trasporto dall’aeroporto
verso qualsiasi posto della città (19€ il giorno e 21€
euro la notte), i tassisti arrotondano molto la cifra. Noi ci siamo
fatti fregare sia all’andata che al ritorno…

Google Docs & Spreadsheets, tuttavia, è un’applicazione basata interamente sul web, gratuita e dalla accessibilità e semplicità di utilizzo ragguardevoli: niente a che vedere rispetto alla necessità di installare centinaia di megabyte di file e chiavi di registro in locale, richiesta dai prodotti degli attuali padroni del settore della produttività personale e da ufficio. Tutto è gestito in remoto, il lavoro è accessibile da qualunque postazione online e i documenti salvati vengono immagazzinati sui server della Grande G, naturalmente protetti e visibili solo dall’account Google di chi li ha creati e dai colleghi che partecipano alla loro stesura.
Li ho provati e anche se l’intento è cmq buono, ad oggi non possono ancora sostituire applicativi come Office e Openoffice. Writely è lentino. In più Spreadsheet non permette ancora la creazione e la visualizzazione di grafici. Buono come strumento dell’ultimo minuto, magari da un qualche internet cafè, o per condividere dati, anche se mi vengono dei dubbi sulla riservatezza dei dati.. gmail insegna.
I dettagli di uno scarno comunicato stampa dicono che Google consentirà a YouTube di continuare ad operare come divisione “indipendente” del colosso di Mountain View mentre insieme i due giganti svilupperanno una serie di nuovi servizi, alcuni dei quali indirizzati anche agli aspiranti registi.
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