12
01
2008
Very Cool!
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Categories : English, Music
18
09
2006
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Categories : Italian, Music
18
02
2006
Miles Davis è stato senza ombra di dubbio uno dei più grandi visionari e una delle figure più importanti nella storia del jazz e della musica in genere. La sua musica e il suo stile sono stati fondamentali nello sviluppo delle tecniche di improvvisazione. Ha composto molte musiche che oggi sono considerate un repertorio di ispirazione per i musicisti jazz. Musiche come, Nardis, Milestone e So What ne sono un’esempio. Gli esperimenti del suono modale ha raggiunto la sua apoteosi nel 1959 con la registrazione di “Kind of Blue”, una “Milestone” del mondo della musica!
Nato in una famiglia bene di Saint Louis, diventò ben presto un fenomeno locale con la sua band i Billy Eckstine’s band già ai tempi dell’High School. Partì per New York alla fine del liceo con l’intenzione di iscriversi alla Julliard School of Music, anche se la sua reale intezione era di “raggiungere” Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Si mise ben presto in mostra imparando da Bird e Diz e diventando così la tromba del Charlie Parker’s group per circa tre anni. Il suo primo tentativo di guidare un gruppo tutto suo arrivò nel 1949 e fu una delle prime volte in cui portò il jazz verso nuove direzioni. Insieme all’arrangiatore Gil Evans, creò un nonetto (9 membri) che usava strumenti non tradizionali per una formazione jazz come il corno francese e la tuba. Lo stile che invento prese il nome di “Cool Jazz”. Questo stile influenzò un gruppo molto grande di musicisti che lo suonarono prima nella west coast e successivamente cercarono di esplorarlo. Trascorse però i 4 anni successivi a combattere con l’eroina riuscendo però ad uscirne.
Dopo una performance trinfante nel 1955 Newport Jazz Festival con il classico ‘Round Midnight, Miles si impose definitivamente nella musica Jazz.
Mise insieme un quintetto permanente tra cui vi erano, John Coltrane, Red Garland, “Philly Joe” Jones, and Paul Chambers. Miles ebbe il dono di avere la musica nella sua testa e sopratutto quello di riuscire a mettere insieme un gruppo di incredibili musicisti con stili contrastanti che lo portarono ai risultati che stava cercando. Successivamente aggiunse un sesto membro, Cannonball Adderly e rimpiazzò Jones e Garland con Jimmy Cobb e Bill Evans. Nel tardi anni ‘50 il suo gruppo popolarizzò il jazz modale cambiando nuovamente la direzione del jazz. Dopo questo periodo la maggior parte di questi musicisti, lasciarono il gruppo per formarne uno proprio.
Dopo aver sperimentato con differenti band per tre anni, Miles, fuse il suo gruppo con nuovi e giovani musicisti con l’intento di apportare nuove idee. Nel 1963, mise insieme il suo secondo quintetto legendario: Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter, e il 16enne Tony Williams. Per cinque anni questo gruppo portò il jazz ai limiti della libertà. Nel 1968, Miles decise di cominciare a sperimentare con la musica elettronica e un anno dopo aggiunse il chitarrista inglese John McGloughlin e rimpiazzò Tony Williams, portando così il jazz in una nuova direzione con la registrazione di Bitches Brew nella quale fuse la musica Rock con il jazz andando pesantemente nella musica elettronica. Miles portò avanti questa rivoluzione Fusion fino al 1976, fino a quando cadde in una crisi e si ritirò per almeno 5 anni. Un misto di mancanza di nuouve idee, cattiva salute, e dipendenza dalla cocaina gli impedirono di creare nuovi capolavori. Miles Davis morì nel 1991.

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Categories : Italian, Music
27
01
2006
Il 26 gennaio sono andato al concerto di Enrico Rava che si è tenuto al Blue Inn caffè a Bologna. Dopo una breve attesa ecco che il concerto inizia, il buon presentatore comincia a introdurre la serata, e già da lontano si sente la tromba emettere una nota. Rava sembrava impaziente. Il presentatore quindi li annuncia, ed eccoli sul palco. Partono subito alla grande, e là sul palco ci sono tra i cinque jazzisti più bravi d’Europa. Abbiamo Andrea Pozza al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria. Naturalmente Enrico Rava alla tromba. E’ proprio lui che “apre le danze” con un squillo di tromba, e la band non si fa certo attendere. Si mette subito in mostra il giovane Gianluca Petrella, eletto quest’anno miglior jazzista d’Italia, ed Enrico sembra intenzionato a volergli lasciare moltissimo spazio. Per tutto il concerto infatti Petrella sembra quasi destreggiarsi più del veterano, improvvisando assoli e tirando fuori nuovi suoni dalla sua tromba. Senzazionale l’utilizzo di uno “sturalavandini” per dimensionare il suono del suo trombone. Ma Rava anche se gli concede molto spazio, sembra comunque avere una supremazia sul ragazzo (classe’75) e la sua tromba gli va a chiudere tutti gli assoli anche con una semplice nota. Meglio mettere i puntini sulle “i”.
Due ore volano via velocemente e in una sala un pò rumorosa, ma comunque rapita dalla band, arriva la fine del concerto. Senzazionale la chiusura del concerto, con Rava che suona da solo e improvvisa sul coro fatto dagli aspettatori.

Ottima la prestazione del contrabbasso, che si esibisce suonando anche da solo una canzone, “travelling night”. Roberto Gatto dimostra essere una ottima presenza nel panorama jazzistico italiano. Molto bravo anche il pianista, forse un pò in ombra, ma col duro lavoro del mediano.
Finito il concerto c’è spazio per due chiacchiere, visto che Rava e tutta la band in genere girano per la sala, scambiando molto volentieri due parole con tutti. Alla fine del concerto ho avuto la possibilità di parlare con il giovane Petrella che mi ha dato due dritte sul mondo della musica e sulla vita in genere. Alla mia domanda, -Gianluca, è un mondo difficile questo?- La sua risposta è stata: -beh se pensi a 360 gradi non sarà mai un mondo difficile. Se invece nella tua vita fai una cosa soltanto beh allora lo è. I primi anni nel mondo della musica sono veramente duri. Poi non è detto.-
Link:
http://www.gianlucapetrella.com/
http://www.enricorava.com/
http://www.jazzitalia.net/
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Categories : Italian, Music