10/16/06

Andalusia – Costa de la Luz

Dopo
la Spagna del Nord, eccoci in quella del Sud. Non volendo andare
sulla Costa del Sol, definito da molti come un agglomerato di
villette e alberghi, con spiagge prive di fascino, ci siamo mossi
verso la Costa della Luz, molto più naturale e meno battuta
dai turisti. Partendo da Bologna siamo atterrati all’aeroporto di
Siviglia molto vicina a questa costa (Iberia). Arrivati ci è
capitato subito una dispiacevole avventura. L’ hostal in cui avevamo
prenotato, ha deciso semplicemente di non tenerci valida la
prenotazione senza avvertirci naturalmente della cosa, utilizzando
come scusa che la carta di credito che avevamo dato non era valida.
Naturalmente la carta di credito è stata utilizzata per tutta
la vacanza. Infatti in Spagna del sud le prenotazioni non valgono
molto, soprattuto negli hostales. Meglio chiamare uno o due giorni
prima e chiedere conferma. Noi vi abbiamo avvertiti. Abbiamo dovuto
ripiegare quindi su un buon hotel, accogliente e con camere complete
di tutto. A luglio una camera doppia costava 52€, dal 1 agosto
57€ a notte. Da giugno ad agosto in qualsiasi hotel i prezzi
delle camere arrivano addirittura a triplicare. E si arriva a pagare
tranquillamente 40€ per camere veramente squallide.

  • Siviglia è
    una città fantastica e in poco tempo vi sentirete accolti.
    Per mangiare occorre buttarsi naturalmente sulle tapas, ma anche qua
    bisogna stare attenti ai bar “troppo turistici”, la cui
    poca qualità è colmata da alti prezzi. Da consigliare
    il las teresas in c/ Santa Teresa 2 e la Bodega
    Santa Cruz
    in c/ Rodrigo Caro proprio vicino alla piazza
    principale della città. Poco più in là in Calle
    San Eloy troverete il Patio San Eloy un po’ troppo fast food
    ma senza dubbio molto caratteristica e con prezzi contenuti che vi
    servirà svariati “bocadillos” (panini)
    accompagnati dalle immancabili patatine. Da visitare assolutamente a
    Real Alcazar de Sevilla dove vi faranno un enorme sconto
    mostrando un “qualsiasi” tesserino universitario.
    Immancabile sarà anche la visita alla Plaza de Espana.
    Per dormire è da consigliare l’Hotel Londres

    (C/. San Pedro Martir, 1, www.londreshotel.com),
    un hotel a tre piani, dotato di tutti confort, senza carattere ma
    con i prezzi da Hostal e molto i gestori molto gentili. Se avete
    tempo, perdetevi per le viuzze del quartiere Santa Cruz.

  • Jerez de la
    frontera
    . Abbiamo visto poco di questa città, anzi quasi
    nulla ad eccezione della Reale Escuela Equestre, “la
    scuderia” di sua maestà dove determinati giorni della
    settimana potrete vedere i famosi cavalli spagnoli danzare a ritmo
    di musica (obbligatoria la prenotazione). Negli altri giorni potrete
    invece ammirare (ad un prezzo più ridotto) gli allenamenti e
    visitare le scuderie. In realtà vi è concesso molto
    poca libertà e non potrete filmare o fotografare gli
    allenamenti. Che ci fate entrare a fare? Obbligatoria la visita ad
    una qualsiasi “bodega di jerez”, il famoso vino della
    zona. Personalmente abbiamo visitato quella di Gonzales Byass

    (Tio Pepe) anche se a mio parere una vale l’altra. Un consiglio ad
    eccezione di pochi vini che non troverete nei supermercati, non è
    molto conveniente comprare negli spacci interni, potrete infatti
    trovarli in giro ad un prezzo molto più basso.

  • El Puerto de Santa Maria è una cittadina molto viva d’estate e
    popolata soprattuto da turisti spagnoli e da pochi europei che
    preferiscono invece andare nella vicina Cadiz. L’Hostal Manolo
    è un’ottima soluzione visto che si paga a luglio 34€ a
    notte per una doppia ma soprattuto per la cordialità del
    proprietario che in pochi minuti diventerà il vostro mito.
    Impossibile non andare a mangiare da Romerijo
    (www.romerijo.com).
    Trattasi di due ristoranti che vi cucinano dell’ottimo pesce sia
    bollito che fritto. Andate al bancone, prendete il vostro numero
    ordinate i vostri gamberetti, aragoste o granchi, e andate a
    mangiare nei tavolini del ristorante. I camerieri del ristorante
    servono praticamente solo per portarvi da bere, per sparecchiare o
    per i più pigri che non hanno voglia di scegliersi il proprio
    pesce ma vogliono sfogliare il menù (pagando qualcosa in
    più).

  • Canos de Meca e
    Palya del palmar
    . Per dormire non ho nulla da consigliare anche
    perché ci sono molti hostal/ristoranti nei paraggi. Giusto
    per darvi un nome (www.elcapi.com),
    non cordialissimi, ma non vi mancherà nulla. Indispensabile
    l’auto. Ottima soluzione sembra assere anche il campeggio. La
    spiaggia de el palamar è una spiaggia molto viva e
    lunghissima dove potrete fare surf (l’unica della costa) e dedicarvi
    alle solite attività da spiaggia, anche riposandovi. Canos de
    Meca è una spiaggia invece che vive del fatto che un tempo
    era popolata da hippy. Oggi sembra invece una spiaggia dove le
    famiglie vanno là perché è la più

    vicina, mentre molti ragazzi vanno là per sentirsi hippy. La
    cosa straordinaria di questa spiaggia sono i rivoli d’acqua che
    scendono dalla scogliera a picco sul mare. Questi rivoli formano del
    fango sulla roccia che potrete utilizzare per spalmarlo sulla vostra
    pelle. La vostra pelle sarà incredibilmente liscia alla fine.
    Molti cartelli invitano a fare attenzione alla propria roba. Si vede
    che alla fine hanno poco di hippy. Alcune zone di questa spiaggia
    sono praticamente esclusiva per i nudisti. Quindi attenzione
    pudici…

  • Vejer de la
    Frontera
    è una città molto bella ma allo stesso
    tempo molto piccola. E’ visitabile in un pomeriggio. Alcune case
    danno la possibilità di entrare nei patio, dove entrando
    vedrete famiglie mangiare o dedicarsi alle normali attività

    domestiche. Noncuranti tirate dritto magari salutando. Questi patio
    spesso sono dei capolavori. Alcune di queste case hanno a volte
    delle vere e proprie torri. Per un’ottima cena con cibo di qualità
    vi consiglio la Mason du Pepe Julian in C/ Juan
    Relinque 7, ristorantino molto tranquillo che offre normali piatti
    della cucina spagnola e ottime tapas. Ottima anche la tortilla ma
    soprattuto la carne, cosa quasi rara sulla costa de la luz.

  • Tarifa è
    una città che si è ormai concessa completamente ai
    turisti anche se è riuscita a conservare la sua dignità.
    Patria del windsurf e del kitesurf, Tarifa è la città

    più ventosa d’europa. Per dormire abbiamo alloggiato
    all’Hostal Africa in C/. Maria Antonia Toledo, 12,
    (Tel. 956680220, hostal_africa@hotmail.com),
    buona soluzione che però potrebbe raddoppiare i prezzi (come
    tutti gli altri) nel mese di agosto. Dal punto di vista turistico
    questa cittadina non ha molto da offrire a meno che non vogliate
    fare surf o windsurf o semplicemente shopping nei negozi di queste
    attività che pullulano numerevoli nella via principale Calle
    Batalla del Salado. Molto più interessante ma senza troppo
    pretese la vita notturna nelle strette vie del centro storico. Una
    delle attività principali di questa cittadina è il
    “whale watching”, l’avvistamento cioè di balene e
    delfini. Il prezzo non è eccessivo, ed è compreso un
    piccolo corso. Per i routard o semplicemente per chi vuole mangiare
    un panino a qualsiasi ora del giorno senza spendere molto, in calle
    El bravo, la via principale del centro storico c’è un
    piccolissimo panificio che fa panini “su misura”. Occhio
    allo scontrino da queste parti, soprattutto se si mangia tapas,
    sembra che i prezzi nei menù non sempre coincidano con quelli
    dello scontrino da queste parti, o che i gestori non sappiano fare
    bene i conti, soprattutto se siete turisti. Questa cittadina non ci
    ha colpito tantissimo, ma può essere un buon punto di
    passaggio se state per imbarcarvi per l’Africa, visibile ad occhio
    nudo dal molo, dista infatti solo 12 km in linea d’aria!

A
proposito dei taxi a siviglia volevo mettere in guardia sul fatto che
nonostante ci sia una tariffa fissa per il trasporto dall’aeroporto
verso qualsiasi posto della città (19€ il giorno e 21€
euro la notte), i tassisti arrotondano molto la cifra. Noi ci siamo
fatti fregare sia all’andata che al ritorno…

06/15/06

Un weekend a Stoccolma

Approfittando della
festività del 2 giugno, sono andato a fare un weekendino a
Stoccolma dal giovedì alla domenica con la scusa di andare a
trovare una mia amica che faceva l’erasmus a Uppsala, cittadina
universitaria vicino alla capitale Svedese.

Accompagnato dalla mia
ragazza, oramai immancabile travelmate, abbiamo optato per la
sterling.dk per il volo, semplicemente per la comodità di
poter partire da Bologna, invece della Ryanair che parte invece da
Bergamo. Il volo ha avuto comunque un costo alto per essere un
low-coast, la cifra si aggirava intorno a 150€.
Subito arrivati a
Stoccolma, siamo andati ad accomodarci nel nostro ostello/hotel che
avevamo prenotato da casa tramite internet. L’ostello si chiama
Zinkensdamm, ed
è veramente molto carino. Noi avevamo una doppia con bagno, e
in effetti non le mancava nulla per essere classificato come hotel.
L’ostello immerso in un parco, si trova comunque molto vicino alla
zona più “festaiola” di Stoccolma. I prezzi
variano per le doppie, da 60€ a notte per stanza senza bagno in
camera fino a 80€ circa per quella con bagno in camera.
Sistemati i bagagli ci
siamo subito recati a Sodermalm per un “fika”. E’ così
infatti che si chiama in svedese la pausa caffè. Immaginate le
battute degli italiani quando passano vicino ad un caffè e
trovano scritto sulla vetrina, breakfast, lunch, fika. Almeno una
foto se la fanno. In Svezia c’è molto l’abitudine di bere il
“latte”, pronunciato “lette”. Una specie di
cappuccino, servito in un bicchierone da ½ litro. Loro lo
bevono in qualsiasi momento della giornata e con qualsiasi cosa
(hamburger, zuppe e muffin).

Il giorno dopo ci siamo
recati con il treno a Uppsala. Questa è una cittadina
universitaria veramente molto carina. Forse uno dei posti ideali per
studiare, sempre se un po’ di freddo non vi spaventa. La città
è costruita su un fiume e ai primi raggi di sole gli studenti
si vanno a buttare sulle rive a bere, mangiare o a studiare. Abbiamo
avuto l’occasione di assistere ad una cerimonia di dottorato, con
spari di cannoni a salve. Alla sera siamo tornati a Stoccolma.
Cambiati d’abito e mangiato qualcosa siamo andati ad ascoltare un po’
di musica allo Stampen, locale molto famoso in città che
offre musica dal vivo di qualità quasi tutte le sere. Il
biglietto all’entrata è un po’ salato, circa 12€ ma si ha
la possibilità di assistere praticamente a 2 concerti. Uno
nella sala sopra e uno nella sala sotto. Locale veramente da
consigliare anche per ballare del rock-blues, ma forse se l’età
media risulta forse un po’ altina. Proprio là vicino, sulla
piazzetta di Gamla Stain c’è un locale che fa musica Rock dal
vivo, con concerti che partono dalle 10 fino alle 3 di notte. Costo
dell’ingresso circa 8€.

L’ultima giornata, il
sabato l’abbiamo spesa per un giro nella mattinata nella via più
commerciale e a visitare gli edifici storici del centro di Stoccolma.
Cambio della guardia incluso. Attenzione alla “black line”.
Quando sarete là capirete perché! Nel pomeriggio
abbiamo preso le nostre bici, affitate nell’ostello (cifra molto
vantaggiosa), forse il miglior mezzo, e il più economico, per
muoversi a Stoccolma d’estate, e siamo andati a Djugardsvagen,
l’enorme parco di Stoccolma. Veramente molto bello. Nella stessa
isola che ospita questo parco ci sono forse i due musei più
interessanti di Stoccolma.
L’unico posto in cui
mangiare o bere che mi sento di consigliare tra quelli provati è
il Pelikan dovrete potrete
assaggiare piatti tipici svedesi, accompagnati da birra, ad un prezzo
ancora buono. Non è necessaria a quanto sembra la
prenotazione. Consigliate le Kottbullar (si pronuncia “sciutbulla”),
le famose polpette svedesi, e “pytt i panna” per gli
stomaci più forti.

Ah, per muoversi
dall’areoporto alla stazione centrale ci sono tre modi:

  • Treno: impiega 15
    minuti, ma costa 20 euro a tratta!!

  • Autobus: 45 minuti
    (non assicurati) e costa 12€.

  • Taxi: Ha una cifra
    forfettaria per qualsiasi posto del centro della città. Se
    siete in 4 probabilmente vi conviene.

12/3/05

Un tranquillo weekend a Londra

Nel mese di Novembre, attratto dalle tariffe aeree low-cost ho deciso di farmi un viaggetto di pochi giorni nella capitale più importante d’Europa. Vi scriverò qui di seguito i posti dove sono stato, quelli dove alloggiato e quelli dove ho dormito, in modo da fornire un aiuto a chi magari un giorno vorrà farsi un viaggetto. Innanzitutto il motto era spendere poco, senza tirare la cinghia o scendere troppo a compromessi.
Preparazione e prenotazioni: Prima di partire abbiamo prenotato subito l’aereo con la compagnia Ryanair, che parte dall’aeroporto di Forlì e arriva a London Stansted. Il viaggio è costato 1 centesimo a tratta più spese aeroportuali per un totale di 40 euro tondi tondi A/R. In seguito abbiamo prenotato l’hotel/ostello. Ci sono molti motori di ricerca che ti aiutano a scegliere, e noi appoggiandoci sul sito venere.com abbiamo prenotato il London House Hostel, un grande ostello che si atteggia da Hotel. Una camera doppia con bagno ci è costata 30 euro a persona per notte. La stanza era molto essenziale (letto, armadio, due comodini, bollitore per farsi il tè, e un bagno piccolo ma rifatto da poco e nient’altro), pulita e per chi vuole una stanza senza troppe pretese e solo per dormire, da consigliare. Nel prezzo erano compresi la colazione a buffet, uso internet gratuito e la pulizia della stanza. Questo ostello è a mio parere un’ottima soluzione in rapporto qualità/prezzo. Una città come Londra offre innumerevoli soluzioni, anche se ad un prezzo alto per il servizio reso. Nella mia ricerca il London House aveva il prezzo migliore per una doppia con bagno, se si conta la colazione inclusa. E’ chiaro che per chi ha intenzione di andare in hotel questi ragionamenti non valgono, ma questa soluzione gli costerà almeno 20 euro in più a notte. Una cosa a vantaggio dell’Ostello, è la zona in cui è situato. Si trova infatti fuori dal centro cittadino ma è servita dalla metro circolare (a 200 m dall’ostello) che permette di raggiungere ogni zona della città. Inoltre a pochi metri vi è un centro commerciale e qualche pub.
Mangiare: A Londra si può mangiare di tutto, ma veramente. Qualsiasi cittadino italiano che si reca a Londra pensando di poter mangiare come cucina la sua mamma, o qualcosa che si avvicini, può rimanere a casa. Se infatti le soluzioni proposte sono molteplici, queste sono tutte riadattate in puro stile inglese e con le abitudini del luogo; se quindi avete voglia di assaggiare e sperimentare (e non siete troppo deboli di stomaco..) vi elenco i locali dove sono stato. Innanzitutto un consiglio, andate a mangiare negli orari “inglesi” e cioè dalle 12 all’13.30 e dalle 18.30 alle 20.30, mai oltre, perché rischiate di trovare poco, o in alcuni casi di trovare la cucina chiusa. Nel mio viaggio ho deciso di scartare a priori posti come Mcdonald o Pizza Hut per cercare invece qualcosa di più British, anche se il mio budget mi ha impedito di entrare in Ristoranti (i ristoranti non sono mai veramente british…). La differenza infatti tra ristoranti inglesi e italiani, è enorme, soprattutto per il portafoglio. In un ristorante inglese si arriva a spendere tranquillamente 30-35 euro per un piatto più contorno. Un esempio efficace ad esempio è il ristorante cinese, in Italia è abbastanza snobbato e ci si va spesso perchè economico (con 12€ te la cavi), al contrario a Londra (sopratutto a ChinaTown) si partiva da 12€ a piatto. Cmq fatevi i vostri conti, ecco i locali dove siamo stati:

  • Rock & Sole plaice = Nella zona di Soho, forse il locale che serve da più tempo Fish & Chips. E’ un locale frequentato anche da locali e propone ottimi abbinamenti di patate e pesce entrambi rigorosamente fritti. Senza dubbio da provare. La porzione è buona e per via della pastella del pesce abbastanza pesante, senza dubbio non avrete bisogno di altro. Spesa a persona 10 pound, circa 15 euro. Address: 47 Endell St, London;
  • Henry J. Bean = Trattasi di una catena di bar & grill che offre vari piatti a tutte le ore, dalla tipica colazione inglese (pancetta, salsicce, fagioli, uova e succo d’arancia) a mega hamburger con patatine. La spesa comprensiva di bibita si aggira intorno ai 10 pound (15€) a testa circa. Ottimo per bere solo qualcosa. Noi abbiamo mangiato in quello a Camden Town, Address: 273-275 Camden High Street.
  • Eat o Pret a manger = Sono dei locali dove si ha la possibilità di comprare tramezzini e panini e zuppe “all’inglese”. C’è molta varietà e la qualità è più che passabile. Costo di ogni panino circa 2.5 pound (4 euro). Ne troverete uno di questi ogni tre isolati e alcuni sono muniti di tavoli e sedie, in modo da sedersi con tutta tranquillità. L’abitudine inglese infatti è quella di andare, prelevare e mangiare poi sul luogo di lavoro o strada facendo.
  • Mildred’s = E’ un ristorante vegetariano abbastanza alla mano (forse poco ospitali) dove è possibile provare ricette particolari. Noi infatti ci siamo buttati su piatti particolari come tortino di birra, patate rosse o insalata di non so che. Buoni, da provare ma forse un piatto di quello è troppo per via delle spezie e dei sapori presenti. Alla fine però abbiamo visto che i piatti più gettonati sono gli hamburgher di soia (l’apparenza era invitante). Un’alternativa per i vegetariani, altrimenti forse non ne vale la pena. 12 pound a testa la spesa,non accettano carte di credito. Address: 45 Lexington St. London.
  • Mangiare nei pub = Molti inglesi sono soliti cenare nei pub con qualcosina, tra una birra e l’altra. Loro non danno importanza come gli italiani ai pasti. Noi abbiamo cenato una volta al “Rat & Parrot”, un pub vicino al nostro Ostello, prendendo una baked potato con pancetta. Forse i pub non hanno lunghi menù, ma rappresentano una valida alternativa se anche voi come gli inglesi per cena avete deciso di dare più importanza al numero di birre che al cibo. Attenzione la cucina chiude alle 21.

Pub, bevete ma fino alle 23! Anche se nel periodo in cui sono stato a Londra si discuteva se abolirla, vige una vecchia legge che vieta ai pub di vendere alcolici dopo le 23. La birra per un inglese è qulcosa di più che una bevanda, e vedere l’accanimento con cui gli inglesi al primo dong della campanella (22.50) si lanciano verso il bancone ordinando l’ultima birra è un’esperienza da provare. Dopo le 23 (secondo e ultimo dong) nessuno vi venderà alcolici, ad eccezione di pochi locali (per lo più discoteche).

12/2/05

Surf in the north of Spain

In summer 2005, I’ve been in the north of Spain to the search experiences like surfer. Once of all I have to say thay I’m quite a rookie, and therefore my “vision” will be sure like this.

From the map you can see the zones and beaches to make surf are multiple, in more you should consider the hidden “spot”, which are known only by “Locals”. The first half of zones is always crowded, where it is an hard work to having 5 meters square of wave, and must arm yourself with table, but also of much patience, above all if you are a rookie and it is an hard for you to take all the waves. It’s quite impossible in the third week of August, in particolar way to S. Sebastian, where there are thousand tourists in order to celebrate “la semana grande”.

The second half of coast instead is less crowded, more characteristic, but where the fun are sure more insufficient. Optimal is the Bakio beach, little crowded and with optimal waves. To advice against, Mundaka, above all for the rookies. The small village is fantastic, but the waves make hard work to create itself after the recent jobs to the port, and the zone is a lot crowded. In spite of everything Mundaka maintains the best nomea of “the bests lefts of Europe”. In three days that have been here, I have had way to practite surf one single time.
If you are seeking instead tranquillity, the Spanish heat (memory that from saint Sebastian to Bilbao you are in the Basque Countries and not in Spain!!) then you have to go to Santander. Optimal region the Cantabria, without doubt lacking in tourist and particulr funs like discotheques, but full of restaurants that serve optimal fish, served like you were in the ’80. I advice you in particular the restaurant that is found in the port of Santander, “Los Penucos”. “Ciola” will serve you an amazing Paella, entertaining to you with its jokes. Returning to surf my advice is to go to the “Escuela Cantabra de Surf”, optimal in order to begin. Teacher are really nice and available to advise to you the beaches that have the bests wave in the afternoon. This school offers also a Campus solutions. One school week, with rent of the house or stay in hotel, to favorable prices. This school is located in Somo (great beautiful beach!) of forehead to the city of Santander, and far therefore from zones attended from the “medium Tourist”.
My preferred beach remains however “Liencres”. This city is found to little Kms from Santander. Its beach, called Valderanes, is fantastic. Cut in two from a reef, it offers an evocative landscape, where your girl can wait you happly while you are in sea to defy some wave. The beach is optimal for surfing and the waves are nearly always ideal.

12/2/05

Surf nel nord della Spagna

Nell’estate 2005 mi sono recato nel nord della Spagna alla ricerca di un pò d’esperienza come surfista. Premetto che partivo quasi come principiante, e quindi la mia “visione” sarà sicuramente questa.
Da questa cartina si possono facilemte vedere che le spiagge e le zone per fare surf sono molteplici, in più bisogna considerare gli “spot” nascosti, di cui sono a conoscenza solo i “Locals”. La prima metà di zona è sicuramente la più affollata, dove si fa fatica ad avere 5 metri quadrati di onda, e bisogna armarsi oltre che di tavola, anche di tanta pazienza, sopratutto se alle prime volte, si fa fatica a prendere tutte le onde. Senza dubbio da panico nella settimana di ferragosto, in particolar modo a San Sebastian, dove si recano migliaia di turisti per festeggiare la semana grande.

La seconda metà di costa è invece meno affollata, più caratteristica, ma dove i divertimenti sono sicuramente più scarsi. Ottima la spiagga di Bakio, poco affollata e con ottime onde. Da sconsigliare invece Mundaka, sopratutto per i principianti. Il paesino è fantastico, ma le onde fanno fatica a crearsi dopo i recenti lavori al fondale del porto, e la zona è molta affollata. Nonostante tutto Mundaka mantiene la nomea di “le migliore sinistre d’europa”. In tre giorni che sono stato là, ho avuto modo di sperimentarlo una sola volta.

Se siete invece in cerca di tranquillità, del calore spagnolo (ricordo che da san Sebastian a Bilbao siete nei Paesi Baschi e non in Spagna!!) allora vi consiglio Santander. Ottima regione la Cantabria, senza dubbio priva di divertimenti turistici e mondani come discoteche, ma piena di ristoranti che servono ottimo pesce, some se si fosse fermi agli anni ’80. Vi consiglio in particolare il ristorante che si trova nel porto di Santander, Los penucos. La Ciola vi servirà dell’ottima Paella, intrattenendovi con le sue gag. Tornando al surf vi consiglio la “Escuela Cantabra de Surf”, ottima per iniziare. Gli insegnanti sono molti simpatici e disponibili a consigliarti le spiagge da utilizzare per surfare nel pomeriggio. Questa scuola offre anche soluzioni di Campus. Una settimana di scuola, con affitto della casa o soggiorno in hotel, a prezzi molto vantaggiosi. Questa scuola si trova a Soho (gran bella spiaggia!) di fronte alla città di Santander, e lontana quindi da zone frequentate dal “Turista medio”.
La mia spiaggia preferita rimane comunque “Liencres”. Questa città si trova a pochi Km da Santander. La sua spiaggia, chiamata Valderanes è fantastica. Divisa in due da uno scoglio offre un paesaggio suggestivo, dove la tua ragazza ti può aspettare felice mentre tu sei in mare a sfidare qualche onda. La spiaggia è ottima per surfare e le onde sono quasi sempre ideali.

Rispetta sempre il mare!